Performances e spettacoli

TERRAZZA MARE, LIGNANO SABBIADORO (UD) – 4 AGOSTO 2018

IDENTITA’ TEMPORALE

Performance coreutica e Body Painting

Performance coreutica - Maria Anna Deidda
Body Painting - Davide Avitabile
Coreografia - Erica Modotti
Progetto - Elisabetta Ceron
Atelier enidUDanza – Associazione Danza e Balletto

Nell'ambito della personale di Valter Adam Casotto, il corpo sulla scena dell'arte ha sviluppato sul fronte performativo l'essenza delle sculture, dei disegni e dei video dell'artista padovano, inscenando un'interpretazione coreutica della sua intensa poetica. Identità e temporalità portate sul corpo, che attraverso lo scorrere del tempo traccia il passo della costruzione identitaria dando corso alla propria metamorfosi.
Entro questa affascinante e struggente visione dell'esistenza, che riflette sull'evoluzione dell'individuo, Identità temporale ha elevato il protagonismo del corpo in diretta relazione con la mente e l'emozionalità.
Nella tensione fra verità e finzione, entro il percorso espositivo di Casotto il corpo danzante di Maria Anna Deidda e l'azione di Body painting di Davide Avitabile hanno narrato l'intensità fisica, psicologica ed emotiva dell'artista che crea l'identità temporale del sé e dell'altro da sé.
Un corpo ginnico, che si tende nello spazio, che si slancia verso l'altro e si ripiega su se stesso, che si apre e si tende all'ignoto, si catapulta nel vuoto e si sofferma a pensare. Pensa e ricorda, perché è un corpo mnemonico, che porta sulla pelle i segni della propria infanzia custodendoli come scrigni preziosi. Fino alla fine. Fino alla morte. Fino a quando quel corpo esploratore e mutante svela, senza più dubbi, il suo essere stato il sensibile involucro di un'identità narrante.

MUSEO CIVICO DI PALAZZO ELTI, GEMONA DEL FRIULI (UD)
8 SETTEMBRE 2018

FINGERE LO SPAZIO PER FERMARE IL TEMPO

Performance attoriale, coreutica e musicale

Performance attoriale – Fabiano Fantini
Performance coreutica – Cabiria Lizzi, Laura Ursella
Coreografia – Marina Forgiarini, Petite école
Performance musicale – Lucia Zazzaro

Ideato e prodotto per portare sulla scena teatrale l'opera scultura di Peter Demetz, questo spettacolo ha visto l'artista altoatesino per la prima volta in dialogo concettuale e visivo con altri linguaggi creativi. Rispondendo così al format del Festival, che prevede la costruzione di spettacoli sul concept di artisti visivi, per portare il corpo performativo sul "teatro dell'arte". Riflettendo sull'intero corpus scultoreo di Demetz – che mette in scena figure realistiche e credibili, tratte dalla vita quotidiana e le inserisce in spazi asettici e privi di contestualizzazioni, in modo da incentrare l'attenzione e l'immaginazione narrativa sulle figure che lo abitano – la curatrice Sabrina Zannier ha scritto un testo per la performance attoriale di Fabiano Fantini. Performance ideata per la grande scultura The Perception, innanzi alla quale sono stati replicati in carne e ossa i tre personaggi scultorei, con una minuziosa cura degli abiti, delle cromie, delle posture e dell'incarnato per via di trucco scenico.
Fabiano Fantini è la figura maschile, che Zannier ha immaginato essere l'artista stesso, che svela il suo pensiero alla donna che lo affianca – interpretata dalla performer Cabiria Lizzi – che simboleggia l'Arte di Demetz. Il pensiero dell'artista, svelato dall'attore, riguarda la distanza prospettica della donna che abita l'altra stanza del quadro scultoreo. Interpretata dalla performer Laura Ursella, si eleva a metafora della mancata conoscenza di ciò che sta lontano e non possiamo vedere e toccare.
Dopo il pensiero svelato da Fantini nel fermo immagine di un tableaux-vivant, Laura e Cabiria fanno uscire il corpo scultoreo dal "quadro" in un percorso coreutico ideato e curato da Marina Forgiarini sul sentiero sonoro del violino di Lucia Zazzaro. Alla ricerca dell'incontro con l'altro da sé, le due donne mantengono ognuna il proprio sentiero individuale, l'una in diagonale, l'altra di profilo, rispetto allo spazio, esattamente come tutte le sculture di Demetz. Alla fine, però, l'incontro accade, svelato dalla reciprocità degli sguardi.