Le mostre

MUSEO CIVICO DI PALAZZO ELTI, GEMONA DEL FRIULI (UD)

VERDE RESPIRO

Il viaggio immersivo del FESTIVAL MARAVEE OBJECT ha preso avvio con il Verde respiro di un paesaggio visionario al sapor di clorofilla; per affrontare, fra idea e sensi, la relazione tra l’oggetto e il corpo entro il complesso dialogo fra uomo e natura.
Da Gemona del Friuli, “Città Europea dello Sport 2019”, capofila del progetto Sportland che promuove “La natura del benstare”, Maravee propone una riflessione emozionale dentro il paesaggio naturale. Tra oggetti e corpi che ne promuovono l’attraversamento fisico e meditativo, veloce e lento, dove il dialogo fra l’uomo, il mondo e le cose si dispiega all’insegna dell’operatività, di un sapere testimoniato dalla concretezza del fare.
Aprono e chiudono il percorso espositivo le “finestre” di ANOTHERVIEW capaci di mettere in scena sorprendenti trabocchetti concettuali regalando visioni spiazzanti e sorprendenti, che registrano il lento scorrere temporale dove la natura muta e l’uomo passa, con le sue azioni, i suoi oggetti e i suoi attrezzi.
Di verde si tinge il sentiero della seconda sala con le opere di PIERO GILARDI, distintosi nel panorama internazionale con progetti dal sapore leonardesco nell’intenso dialogo fra arte e vita, dalle “Macchine per il futuro” ai Tappeti-natura, dalle installazioni interattive ai Sassi Pulsanti. Con Gilardi è la natura a divenire oggetto di attenta osservazione e ri-costruzione oggettuale di costiere, spiagge, fiumi, boschi…dettagliati in palme, fiori, frutti, foglie, rami verdeggianti, inceneriti o innevati.
Ancora verde con i dipinti di ANTONIO BARDINO, che s’immerge nella natura cogliendone il suo aspetto transitorio e laterale, passato al vaglio di un trascinamento emozionale in cui il senso della precarietà è restituito in immagini tese fra visione retinica e memoria del paesaggio.
Entro l’allestimento scenografico che enfatizza l’atmosfera di una rigogliosa natura perenne, le sculture di CHRIS GILMOUR suggeriscono un salutare percorso sportivo che dalla moto Chopper alla bicicletta mette in scena l’attraversamento in corsa, del paesaggio, ma anche l’osservazione lenta suggerita dalla postazione da birdwatching.
A fare da contraltare all’ampio percorso di Verde respiro, simbolicamente chiusa in bacheche, affiora la dimensione lillipuziana del ciclo di opere La vita dei campi di LUIGINA TUSINI, che inscena piccole zolle di camposanto per narrare, con un pizzico d’ironia, la relazione fra uomo e oggetti d’uso immersi nel verde restituito alla vita.