Il concept

castello1.jpg

castello2.jpg

castello3.jpg

castello4.jpg

Ideato nel 2002 dal critico e curatore Sabrina Zannier con l'intento di portare l'arte contemporanea a un pubblico più ampio, il Festival Maravee si fonda sul concetto di "messa in scena emozionale" tratto dall'idea di "meraviglia" contenuta in ciò che il sociologo francese Michel Maffesoli definisce come il "reincantamento del mondo". Un senso della meraviglia che Maravee ha sviluppato in quattro assunti fondamentali: creare il format di una creatività corale quale messa in scena di più linguaggi attraverso allestimenti votati alla sinestesia e al diretto coinvolgimento del pubblico; attivare l'interazione del contemporaneo con location legate alla storia della regione Friuli Venezia Giulia e non solo; stimolare il dialogo fra artisti del territorio e artisti stranieri e sollecitare la collaborazione fra enti pubblici e aziende private.

E' stato così messo in scena un complesso format curatoriale che di anno in anno produce mostre, spettacoli, performance, concerti e sfilate in diverse location, grazie alle numerose collaborazioni fondate sul principio della rete territoriale.

Il Festival si radica in un'intensa ricerca, che dal triennio votato alle Feste Calendariali quale inno al ritmo della natura e al principio dell'incontro e della festa, è passata al triennio votato all'Ecologia, con i temi dell'acqua, dell'energia e del riciclaggio, poi al triennio della Relazione Individuo/Società, con le tematiche della collaborazione fra arte, impresa e territorio, della casa e del lavoro, per arrivare al triennio dell'Identità Relazionale, con i temi dell'Eros, dell'Anima e del Corpo.

Nel successivo triennio, votato alla Persona, dopo aver affrontato il tema della salute che si versa nel "bellessere" (Maravee Therapy 2015) e il tema del gioco inteso come metafora della vita tra regole e libera espressione (Maravee Ludo 2016), Maravee Mind 2017 ha aperto la riflessione sulla mente creativa tesa fra ragione e passione.

Con Maravee Fiction 2018 si apre il triennio votato alla relazione tra Visione e Visionarietà, puntando l'attenzione sul binomio Vero/Fiction, su un "vedere oltre" teso a produrre emozione e partecipazione.

Proponendo temi di rilevanza sociale e di pubblico interesse, suddivisi in trienni, in diciassette anni di attività il Festival ha coinvolto artisti visivi, designer, stilisti, attori, registi, danzatori e musicisti, attivando significative collaborazioni artistiche e scientifiche, come quelle con il Teatro la Fenice e la Biennale Musica di Venezia, il Mittelfest di Cividale (UD), l'Università di Udine, di Bologna e il Politecnico di Milano.

Ha complessivamente coinvolto 325 artisti, tra cui ricordiamo ORLAN, Nobuyoshi Araki, David LaChapelle, Carole Feuerman, Nicolai Lilin, Bertozzi & Casoni, Hiroyuki Masuyama, Aldo Cibic, Kiki Van Eijk, Olivo Barbieri, Yasumasa Morimura, Hema Upadhyay, Willy Verginer, Mustafa Sabbagh, Cindy Sherman, Drusilla Foer e i compianti Bigas Luna e Getulio Alviani con la sua collezione internazionale di artisti dell'Arte Cinetica e Programmata.

Il Festival si è da subito prefisso lo scopo di accendere i riflettori su siti di grande pregio storico del Friuli Venezia Giulia. Per valorizzare e riportare in vita – attraverso l'internazionalità dell'arte e dello spettacolo contemporanei di altissima qualità – location pubbliche e private dismesse o ancora in uso, ma poco frequentate.

Il tutto approdando in 20 location diverse - tra castelli storici, ville pubbliche, chiostri, parchi scientifici e tecnologici, musei - in molti casi riportandone in vita l'antico splendore, come nel caso della Villa Ottelio-Savorgnan sul lungofiume Stella ad Ariis di Rivignano (UD), elevata per ben otto anni a teatro dell'arte che già nel 2002 ha contato 1.200 persone all'inaugurazione; o come la torre del Museo CID di Torviscosa (UD) che, chiusa dagli anni '60 quand'era lo studio di Marinotti, fondatore della SNIA Viscosa, è stata restaurata appositamente per Maravee nel 2007.